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“Voglio un cavallo!”
“Barbara viviamo in un appartamento con terrazzo: dove pensi di metterlo?”
“Sul terrazzo!”
“Amore, non c’entra sul terrazzo…”
“Beh, allora un pony!”
Ha quattro anni quando fa questa richiesta ai suoi genitori. È il 1978 e mentre a Roma la Banda della Magliana inizia a muovere i primi passi e le BR rapiscono Aldo Moro, mentre l’Italia è infiammata dal terrorismo rosso e nero, in quel di Terni, Barbara chiede un pony con semplicità disarmante, come il suo sorriso.
Cinque anni dopo. Al cinema etrusco di Tarquinia.
“Zzzzzz… Ronf ronf”
No, non è Barbara che russa sonoramente, ma suo padre Carmelo. Sì lui amante di classici come “Cornetti alla Crema” e “Paulo Roberto Cotechino” non può reggere la visione di “La scelta di Sophie”. Se solo fosse sveglio, se solo potesse rendersene conto, si accorgerebbe che Barbara è stata appena contagiata dal sacro fuoco della cinefilia (e qualche anno più tardi anche da quello della cinofilia…).
Uscita dal cinema, la vita di Barbara non è più la stessa. Meryl Streep diventa la sua “musa”, il red carpet hollywoodiano degli Oscar un appuntamento notturno annuale e la statuetta dorata l’ambito premio da raggiungere!
Attraversa cinque anni di liceo classico pensando al primo film che dirigerà, convinta che l’adolescenza sia una dura strada verso la Walk of Fame.
Poi dopo Meryl Streep, l’incontro con la sua seconda “musa”: Kathryn Bigelow. Ora sa che non esistono solo attrici, ma anche registe con gli attributi. E che attributi!
Si laurea con il massimo dei voti in Storia del Cinema proprio con una tesi sulla Bigelow.
E poi, purtroppo per lei, incontra Leonardo.
Nel 1997, Barbara viene presa come assistente alla regia volontaria sul set di “La vita è bella”, Leonardo invece viene scelto per fare l’ebreo deportato come comparsa (all’epoca sembrava Christian Bale in L’uomo senza sonno…)
È il primo incontro tra i due. Non riusciranno a parlarsi che per due minuti e mezzo. Nessuno avrebbe immaginato che qualche mese più tardi i due si sarebbero addirittura messi assieme.
Li unisce la passione per il cinema e la voglia di scrivere e dirigere follie di vario genere.
Insieme scrivono il corto “Una questione di spirito”, divertissement ispirato a Bram Stoker, John Carpenter e Nando Cicero (!).
C’è anche qualcuno più pazzo di loro che decide di premiarli. È il festival di Saint Vincent che finanzia la realizzazione del cortometraggio. Girato in 3 giorni in Hi8 e montato in analogico con troupe e cast tutto rigorosamente ternano.
Non pago, il dinamico duo decide di bissare l’esperienza. Altra follia, ma questa volta girata in betacam e con una piccola produzione alle spalle, ovvero Fedora di Rossella Belli e Sonia Berrettini (ora fondatrici della PARS Film).
Il cortometraggio dal titolo “Amorsi” (una storia d’amore culinaria tra un cuoco di un ristorante e una cliente con finale ultrasplatter) gira un po’ tutta l’Italia, con riconoscimenti di critica e pubblico.
A questo punto il bivio: restare nell’amatoriale o tentare la strada del professionismo?
Decidono per la seconda ma specializzandosi nella scrittura più che nella regia e dopo Corso RAI e Corso Mediaset di scrittura televisiva cominciano a collaborare con la TAODUE FILM di Pietro Valsecchi e Camilla Nesbitt.
E da quel momento inizia una fulgida carriera televisiva.
Poi nel 2003 convolano a giuste nozze. Ma poteva essere un matrimonio normale? Assolutamente no! Teatro dell’evento il deserto del Nevada…
Oggi vivono tra Roma e la campagna umbra, insieme ai loro due splendidi dalmata… |